Un nuovo sito targato WordPress
L’importanza del gioco

L’importanza del gioco

“Nel gioco si manifesta lo slancio vitale della personalità
che domanda di darsi e costituirsi, l’intero mondo
interiore del bambino con i suoi bisogni, le sue tendenze,
le sue idee e sentimenti … Mediante il completo
possesso del gioco vivo, il bambino si muove e si compie”

(Frochel)

Perché giocare?
Il gioco è immedesimazione, identificazione. Annulla i confini tra finzione e realtà, permette di cambiare, di assimilare uno stile
nuovo è esperienza di vita e possibilità di dire agli altri qualcosa di se stessi. Il gioco è spontaneo gratuito, libero vitale, indispensabile alla vita. Per l’adulto il gioco è un modo di fare, Per il fanciullo è un modo di essere.

Il gioco può essere nelle esperienze ed attività più svariate con scopi didattici, ricreativi, di animazione e resta un fatto molto importante: che ogni gioco venga vissuto come tale attivando nei ragazzi quelle potenzialità che esso stesso è in grado di sviluppare.

Il gioco spontaneo

Le caratteristiche peculiari del gioco infantile vanno rispettate. Anzitutto occorre rispettarne la spontaneità. Il gioco che nasce spontaneamente, che segue l’ispirazione del momento, il gusto dei ragazzi, le leggi da loro prefissate, e su cui non pesa la volontà determinante dell’animatore, ha un valore immenso come scuola di libertà, di equilibrio, di fantasia.

Il gioco e il gruppo

Il gioco fornisce occasioni di dividere con altri ciò che si fa, di attenuare una delusione o una sconfitta, di superare difficoltà e frustrazioni in modo positivo: sono esperienze basilari per ogni essere umano e per ogni società, che non si realizzano mai da sole e in astratto ma devono essere sperimentate conflittualmente, rafforzando gli elementi positivi.

Ogni animatore dovrebbe avere un suo repertorio di giochi a portata di mano e di mente; un repertorio che, senza essere vastissimo, dovrebbe estendersi oltre i 5-6 giochi conosciuti un po’ da tutti, così da rispondere alle diverse esigenze che possono essere poste dai ragazzi, dagli intenti educativi, dall’età dei partecipanti, dall’ambiente e dalle circostanze. La proposta di un gioco non deve esaurirsi nella classica frase:
«Adesso giochiamo », ma il gioco deve essere presentato con entusiasmo, per favorire il coinvolgimento emotivo di ogni ragazzo.
I modi di proporlo possono essere diversi ed esigono l’impegno di fantasia e di creatività da parte dell’animatore. La direzione d’un gioco è un’…arte e una scienza e occorre tener presenti alcune premesse indispensabili:
 Le regole del gioco devono essere chiare e spiegate con
precisione
 L’animatore deve aver chiaro lo svolgimento del gioco in modo
da risolvere le contestazioni con rapidità, sulla base di criteri
eguali per tutti
 È opportuno ispezionare attentamente il luogo ove si svolge il
gioco, e ciò vale soprattutto per i giochi che si propongono ai
campi scuola e nelle zone che si conoscono poco.

Articolo scritto da: Sofia Contini e Chiara Arca